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Sabato
sera, nell'ufficio del primo cittadino di Capua,
si è svolto un
incontro-dibattito concernente le ragioni del sì e del no
alla realizzazione del gassificatore o inceneritore sul
nostro territorio comunale, cui hanno preso parte il
dirigente della struttura complessa del Cardarelli di Napoli
e specialista in chirurgia oncologica e di urgenza dott.
Carmine Antropoli (sindaco di Capua per il sì) e il
dirigente di farmacologia e farmaco-economia dell'Istituto
Tumori Pascale di Napoli dott. Antonio Marfella (per il no).
Il dibattito è stato moderato dal conduttore televisivo e
giornalista
capuano Erennio De Vita e registrato in esclusiva dalla
nostra Redazione.
Il Sindaco ha illustrato lungamente le ragioni che hanno
spinto l'Amministrazione comunale a propendere
per la realizzazione del gassificatore al fine di risolvere
la questione dei rifiuti solidi urbani a Capua e in
Provincia di Caserta. Il
dottor Antropoli ha dichiarato che per porre fine alla crisi
dei rifiuti nella nostra città e in Provincia di Caserta e
non aprire altre discariche, che sono molto pericolose
perché gestite dalla criminalità organizzata, è necessario
chiudere il ciclo dei rifiuti con la termo-distruzione in un
gassificatore o termovalorizzatore da costruire sul
territorio comunale della nostra città. Il Sindaco si è
detto convinto del basso impatto ambientale di questi
impianti e soprattutto della possibilità, così facendo, di
sottrarre alla criminalità la gestione delle discariche e
dei rifiuti solidi urbani. Ha spiegato che attualmente il
percolato inquina le falde
acquifere ed entra nella catena alimentare con l'irrigazione
dei campi coltivati e l'abbeveraggio del bestiame. Ciò può
provocare gravi danni alla salute dei cittadini che
consumano gli alimenti avvelenati.
Il
dottor Marfella, invece, si è espresso contro qualsiasi
impianto di termo-distruzione dei rifiuti perché sono
classificati come impianti insalubri di classe prima. Secondo
Marfella il
maggiore problema in Provincia di Caserta è rappresentato
dai rifiuti industriali tossici provenienti dal Nord Italia
su dei tir e seppelliti nelle discariche e nei nostri
terreni. Proprio perché il territorio è fuori controllo,
Marfella ritiene sbagliato costruirvi un qualsiasi impianto
di termo-distruzione, in cui è assai probabile che
sarebbero bruciati rifiuti solidi urbani e rifiuti
industriali. Ha anche spiegato che la produzione di rifiuti
pro-capite in Campania è
464 kg
pro-capite anno
(dati
ISPRA 2011) e per i ventimila abitanti di Capua fa una
produzione di rifiuti di circa 9280 tonnellate/anno
(novemila e non novantamila). Raggiunta una
differenziata al 70%
(circa
6500 tonnellate/anno) e un
compostaggio del 20%
(circa
1500 tonn/anno) resterebbero da smaltire in discarica o in
inceneritore non più di 1000 tonnellate l'anno: cioè
un solo giorno neanche intero di lavoro del
maxi-inceneritore di Acerra.
Vi invitiamo a
guardare l'intero video dell'incontro cliccando sul link in
home page.
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