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Livio Marino Atellano e
Anna Pozzuoli
presentano
“Experimenta linguae”
Inaugurazione martedì 21 luglio 2009, ore 20,00
Presentazione di Enzo
Battarra e Marco di Mauro
Spazio espositivo: Biblioteca Landolfo Caracciolo –
Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, Via dei Tribunali,
316 – 80138 Napoli (per informazioni Politeia Tel. 081.5052989)
Titolo dell'evento: “Experimenta linguae”
Data vernissage: martedì 21 luglio 2009
Orario vernissage: ore 20,00
Durata: fino al 25 luglio 2009
Orari di
apertura:
la mostra sarà visitabile
in coincidenza degli orari del
Corso Estivo di Alta
Formazione “Arte, etica e politica. Itinerari di Civiltà”
(per maggiori informazioni Politeia Tel. 081.5052989)
Biglietti: la visita alla zona mostra è a ingresso
libero per tutto il periodo dell’esposizione.
Intervento
critico: Enzo Battarra,
Marco di Mauro
Artisti: Anna
Pozzuoli, Livio Marino Atellano
Genere: arte contemporanea
Catalogo:
E' disponibile il catalogo della mostra con i contenuti critici
Sarà
inaugurata martedì 21 luglio alle ore 20 presso il complesso
monumentale di San Lorenzo in Via dei Tribunali, 316 a Napoli, la
mostra di arte contemporanea “Experimenta
linguae” di Livio Marino e Anna Pozzuoli.
La mostra sarà visitabile
fino al 25 luglio. Per l’occasione é stato stampato un catalogo.
La mostra si svolgerà
nell'ambito della terza edizione del Festival Musica & Filosofia,
promosso dall’Istituto Politeia e dal C.R.E.S.O. (Centro di Ricerca
sull’Ermeneutica Simbolica dell’Opera d’Arte), in collaborazione con
la Regione Campania – Settore Musei e Biblioteche e l’Amalfi Coast
Music & Arts Festival (vedi comunicato stampa allegato)

Brani tratti dai testi critici del catalogo
il critico Enzo
Battarra scrive di Anna Pozzuoli
L’acqua è vita, ma è anche
la grande madre, il nostro primo desiderio. Anna Pozzuoli va alla
fonte del sapere, indagandola con le sue materie, i suoi colori. Le
gocce restano sospese nell’aria, pronte a cadere, pronte ad
aggiungersi alla moltitudine delle lacrime umane.
Le lingue nascono invece
dal basso e si innalzano trionfanti. Uno stelo le trattiene al
suolo. Sono creature leggere, viaggiano sull’aria, trasmettono suoni
che si condensano in parole.
.....
Nel suo complesso, la
mostra è un saggio sulla leggerezza della scultura, sulla
possibilità di dare alla materia una funzione e una forma, anche
senza dare necessariamente un peso. È una ricerca plastica che vive
sull’essenza della materia.
e di Livio Marino
Atellano scrive
....Livio Marino Atellano
risponde moltiplicando la propria immagine, offrendosi come vittima
sacrificale di un sistema mediatico che celebra la globalizzazione
del consumismo culturale a discapito della poesia, dell’emozione
pura.
....
La carica ironica di Livio
Marino Atellano parte dal suo stesso nome, che non è solo
l’indicazione di una provenienza geografica ma è soprattutto la
rivendicazione di un’identità culturale tutta racchiusa nelle
“fabulae atellanae”
Il critico Marco di
Mauro di Anna Pozzuoli scrive
C’è una voglia di assoluto
nelle opere di Anna Pozzuoli, che intende l’arte come strumento
iniziatico, per evadere dalla mediocrità e dal caos del vivere
quotidiano e per ascendere verso una dimensione superiore, ormai del
tutto libera dai legami con il corpo.
....
Nella suggestiva installazione Gocce, volutamente allestita in una
biblioteca, Anna Pozzuoli tende ad istituire un rapporto di
continuità tra la sua opera e lo spazio che la contiene, inteso come
luogo del pensiero, di esercizio della mente, di crescita
spirituale.
e di Livio Marino
Atellano scrive
....la figura arcaica, già
fortemente semplificata, delle Matres matutae di Capua, viene
rielaborata dall’artista esaltando la vigorosa espressività del
ventre gravido, custode e depositario della vita. Così rivisitate,
le Matres di Livio ci riportano alla serie dei Vesuvi, anch’essi
depositari di un’energia vitale che erompe attraverso un ‘parto’
violento. Le superfici dei Vesuvi, come quelle delle Matres, sono
ruvide, brulle, segnate da solchi profondi che testimoniano un
cammino di sofferenza e di passione. Il cammino di un’umanità
arresa, rassegnata, ma che manifesta il proprio eroismo nella
strenua capacità di resistere, fino alla morte che però implica una
rinascita. Infatti il culto della Mater Matuta, divinità italica
dell’aurora e della nascita, si lega al culto della morte,
indispensabile per la rigenerazione dell’uomo e della natura. |