Scrivi alla Redazione | Archivio dei Reportage | Chat  | Forum | Pubblicità su Capuaonline | Comunicati Stampa
                

  
 

Mailing List di Capuaonline. Scrivi   qui sotto  la  tua e-mail e sarai aggiornato sulle novita' del sito, di Capua e dintorni !

 

IscrivitiCancellati

 Menu'

 Home Page
 Numeri Utili
 Eventi & Manifestazioni
 Meteo
 Chat
 Forum 
 Un occhio sul mondo
 Orario Sante Messe
 Ospedale Palasciano
 Farmacie di turno
 Pubblicita'
 Autori

Archivio Eventi

 Archivio Reportage

 Comunicati Stampa

 Archivio Articoli  !!
 Capuani Famosi
 Le interviste politiche

da: Ernesto Genoni

GMM – Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

17 gennaio 2010

Spunti dall’Omelia di oggi di S.E. Bruno Schettino

Arcivescovo di Capua

 

Nella prima lettura, tratta dal libro del Profeta Isaia, il Signore è impaziente di veder sorgere la giustizia nella città di Gerusalemme, immagine di tutte le città e dei luoghi abitati dagli uomini. La sua impazienza è operosa e carica d’amore, e viene indicata a tutti come atteggiamento fondamentale per imprimere un orientamento nuovo e positivo. Di fatto la profezia mostra che da una città abbandonata e da una terra devastata si passa ad una città e ad un territorio in cui regna la giustizia e si è ritrovata la felicità. Si tratta anzitutto di un messaggio di speranza per coloro che sentono la difficoltà di inserirsi in una città che sembra ostile e sperimentano il peso della solitudine e dell’abbandono. Il Signore è vicino ed è in atteggiamento di attesa operosa per contemplare una città splendente di giustizia, di solidarietà e di pace. È il Signore che guida i popoli con rettitudine (cfr. Salmo responsoriale) e da qui scaturisce la fiducia nell’esito positivo della storia. Ma non senza di noi ed il nostro impegno per una società più giusta e fraterna.

La seconda lettura, tratta dalla prima lettera ai Corinti, invita a vedere nei diversi carismi, doni e attività, l’azione di un solo Dio e la manifestazione dello stesso Spirito, che agisce per il bene comune. Nella comunità ecclesiale non c’è spazio per la rivalità, che non sa vedere il bene, né per l’emarginazione, che è contro la comunione. Si vive la comunione e si costruisce la comunità quando c’è accoglienza reciproca e disponibilità all’ascolto, al dialogo e alla collaborazione. La comunione diviene più ricca nella misura in cui è capace di valorizzare le particolarità e le differenze proprie di tanti popoli e culture condotte a noi dalle migrazioni.

Nel Vangelo di Giovanni è descritto il primo miracolo di Gesù. Durante un banchetto di nozze a Cana di Galilea, viene a mancare il vino.

Due sono i simboli: le nozze e il vino.

Le nozze sono in tutta l’interpretazione, sia giudaica che cristiana, il simbolo dell’alleanza tra Dio e l’uomo.

Il vino ha qui il significato della gioia portata da Cristo e dal suo Vangelo, e la sua mancanza sta ad indicare la mancanza della gioia e dell’amore.

Quanto viene sottolineata è la novità radicale portata dal Vangelo e dalla testimonianza cristiana. Il Vangelo è anzitutto “dono interiore” che dà gioia, riempie la vita, fa gustare una pace e una calma dello spirito che niente può turbare. è il dono di quella vita libera dall’angoscia di cui parla il discorso della montagna con le espressioni: “guardate gli uccelli del cielo [...], osservate come crescono i gigli del campo [...] cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (cf Mt 6,26-30). Si apre da qui lo spazio della “vita di carità” come spinta ad amare come Gesù ha amato, con la possibilità di intessere rapporti autentici, di crescere nella comunione, nell’amicizia e nella fraternità. Allora gli orizzonti della “vita sociale” appaiono come orizzonti di un’azione per la giustizia e la solidarietà, come spazio per un servizio al bene comune.

Nel contesto della Giornata Mondiale delle Migrazioni, risulta significativo quanto si trova in un documento della Commissione ecclesiale “Giustizia e Pace” che risale al 1991: parlando del bene comune nel contesto interculturale, si traccia un itinerario che dalla “cultura dell’indifferenza” passa alla “cultura delle differenze”, e approda alla “convivialità delle differenze”.

La convivialità è il richiamo al banchetto, alla mensa eucaristica, alla tavola imbandita attorno alla quale si raduna la famiglia: una “famiglia di popoli”, che sa riconoscere “il bello e il buono” e sa far fronte alle difficoltà con la forza e la gioia del Vangelo.
 

******************************************************

CITAZIONI DI S.E. BRUNO SCHETTINO

Per il presule il minore è “persona umana, giuridica piena di rispetto e di valore in sé. La sua tenera età minore ed adolescenziale implica maggiore valore e considerazione per i risvolti che interagiscono tra famiglia, educazione, ruolo dei genitori, progetto culturale, crescita umana e sociale del minore, ambiente di provenienza, luogo di accoglienza”.

Mons. Schettino cita il tema della cittadinanza, un argomento al centro nelle scorse settimane e anche in queste ore del dibattito politico: “in forza del principio dello Ius sanguinis occorre attendere la maggiore età per dichiarare la propria volontà di acquisire la cittadinanza italiana.

Questa attesa spinge molti giovani, figli di genitori stranieri, a vivere una sofferta ambivalenza. Da una parte si sentono italiani a tutti gli effetti a motivo degli studi intrapresi, per il processo di inculturazione e nello stesso momento sono cittadini stranieri. È questa una sorta di sperequazione nei confronti dei giovani che hanno ascendenti italiani, che hanno possibilità di optare per la cittadinanza italiana. È anche per il numero considerevole in cui si trovano giovani studenti, senza cittadinanza italiana, che il problema reclama una forte riflessione e una determinazione a livello di legislazione che riconosca il problema”.

Non si tratta di rinunciare alla propria chiara identità culturale occidentale, ma di cogliere quegli elementi della filosofi a perenne, centrata sui temi resi dinamici e relazionali: la persona, come soggetto dei diritti e dei doveri, la validità del principio del bene comune, la dignità dell’uomo in quanto tale, l’etica della responsabilità soggettiva e sociale, il principio della solidarietà, della sussidiarietà. Anche se sono stati mediati dalla cultura greca e cristiana, sono principi sempre attuali, che possono entrare nel vivo della cultura perenne, perché sono principi posti sull’essere dell’uomo, sul suo rapporto con gli altri. I minori stranieri, sono sempre più presenti nelle scuole italiane”.

“Anche se debbono, in alcuni casi, essere aiutati nelle difficoltà concrete scolastiche è l’opinione del presule - è necessario che per realizzare l’integrazione gli immigrati debbono svolgere le lezioni insieme a studenti italiani. Occorre superare ogni pregiudizio e chiusura. Molte difficoltà sono a monte, legate all’ambiente familiare, alle condizioni economiche, alle difficoltà della famiglia ad inserirsi nel sistema sociale occidentale, determinati da fattori occasionali quali il malessere fisico, psicologico, di linguaggio e di integrazione”.

Per segnalare un comunicato, scrivi a: comunicati@capuaonline.it

 

 

Museo Campano

Visita Virtuale

Altri servizi

Autocertificazione
Scuola di Cucina
Dicono di noi...
Amici di Capuaonline

Un po' di Storia

Storia & Monumenti

Foto Story

Raccolte fotografiche
 
 

Tutti i diritti sono riservati - Capuaonline®  e' un marchio registrato