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Conferenza
stampa di presentazione del
Carnevale
di Capua edizione 2010
Palazzo del
Governatore
Sabato 23
gennaio 2010 - ore 10,45

Sabato
prossimo, 23 gennaio 2010 con inizio alle ore 10.45, avrà luogo,
nell'Aula Consiliare del Comune di Capua, "Palazzo del Governatore"
in Piazza dei Giudici, la Conferenza Stampa di presentazione del
“Carnevale di Capua” edizione 2010.
L’illustrazione della manifestazione, presenti l’Amministrazione
Comunale, Proloco ed Associazioni operanti sul territorio, sarà a
cura del "Comitato Capua Città d'Eventi" con Raffaele Modugno e don
Gianni Branco, a condurre l’incontro il giornalista Ernesto Genoni.
Cenni di
storia del Carnevale di Capua:
"Dal
1886 ai nostri giorni.."
(Riferimento Storico tratto da Capuaonline)
Nel 1886 si ebbe
l'unificazione in piazza dei Giudici del Carnevale rituale dei
signori, che si era sempre svolto nel privato dei saloni, con quello
del carnevale spontaneo e godereccio che il popolo celebrava in
pubblico da sempre. L'annuncio viene dato dai cavalieri Francesco La
Manna e Vincenzo Pizzolo organizzatori e dirigenti del primo
comitato. Si realizza il primo corso mascherato, con i balconi
fioriti e addobbati, con grandi lanci di confetti e di coriandoli,
con una festa che otterrà un grande successo che nessuno si
aspettava. In particolare, viene premiata una grande mascherata di
oltre trenta persone che rappresentano la "sfiducia ai medici e lo
sciopero degli infermi", i carri degli "abitanti della luna" e del
"globo misterioso", le finestre dell'ultimo piano del palazzo
Gianfrotta, in piazza dei Giudici, vengono trasformati, con
opportuni addobbi, in un vero treno con vagoni tanto di locomotiva
fumante.
Palese e ironico riferimento alla cosiddetta "direttissima"
Napoli-Roma che era ancora da realizzarsi. Da questo momento il
carnevale di Capua e' un rito sempre celebrato, tranne che negli
anni delle grandi guerre e delle catastrofi, una manifestazione che
richiama nel vecchio centro storico della città tantissime persone
provenienti da ogni parte della provincia e della regione, fa
tornare a casa quelli che lavorano lontano, creare occasioni di
nuove amicizie, di nuovi amori, e produce la materia prima per
chiacchierare tutto l'anno! Nonostante sia passato abbondantemente
più di un secolo dal suo inizio il Carnevale segue fedelmente un
"cerimoniale" rigoroso e stabile, strettamente legato alla sua
storia e a quella della città. Innanzitutto il carnevale inizia
ufficialmente dopo la consegna delle chiavi della città dalle mani
del Sindaco, o di un suo rappresentante , a quelle di RE carnevale,
il quale dopo aver recitato il suo proclama al popolo si sofferma
con il contributo dei suoi cortigiani a sottolineare con ironia
pungente e pesante tutte le malefatte dei pubblici amministratori.
E' una vera regola a cui tutti si sono sempre attenuti, perché e'
nello spirito del carnevale di una città in cui il povero popolo ha
avuto storicamente solo questo momento per esorcizzare i soprusi e
le prepotenze degli eletti; cosa che vale anche in tempi di
democrazia sofferente o zoppicante come spesso si dice oggi.
L'edizione del 1908 ebbe grande risalto, infatti un cronista de "Il
Mattino" (firmato Fanfulla), scriveva: “una grande folla gremiva la
piazza, illuminata splendidamente da otto lampade ad arco. Notevole
il getto di coriandoli, che a piene mani si spargevano sulle
capigliature delle giovanette, e si lanciavano sul viso di tutti,
cortesemente.” E' bene sottolineare, come chiaramente si evidenzia
da questa cronaca del tempo, che un'altra caratteristica del
carnevale capuano e' quella della "cortesia", espressione dei modi
di essere persone educate dall'esempio dei "signori" che erano stati
parte dirigente e vitale della città nei secoli.
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Storia
del Carnevale
Il
Carnevale, festa di popolo per antonomasia, assume a Capua un
significato particolare. Vecchia capitale del popolo osco, che
ricordiamo conferiva alle feste di carattere orgiastico una valenza
di sacralità, Capua vive questa festa con sentimento nutrito, quasi
elevandola ad esigenza non altrimenti sopprimibile. Già nel Medio
Evo e successivamente nel Rinascimento la festa era celebrata
all'interno delle case, mediante rappresentazioni sceniche piuttosto
licenziose e spesso ai limiti della morale comune. Solo alcuni anni
dopo, nel periodo della dominazione francese,con l'acquisizione
degli ideali libertari ed egalitari della Rivoluzione, il Carnevale
uscì dalle case per trasferirsi nelle strade, restituendo al popolo
la proprietà di una festa autenticamente sua. Esistono notizie
documentate dei primi Carnevali di Capua, svoltisi così come oggi si
svolgono, che risalgono alla fine dell'800. Vivi nella memoria dei
capuani i Carnevali organizzati, intorno ai primi del 900, dal cav.
Lamanna. Dal coinvolgimento degli operai del Pirotecnico, datato in
quegli anni,nacque la tradizione della costruzione dei carri
allegorici e della bardatura delle carrozze. Da queste venivano
distribuiti cioccolatini alcuni dei quali a forte stimolazione
lassativa. Nei teatri cittadini venivano organizzati veglioni, ma il
luogo deputato per i festeggiamenti era come è tutt'oggi, la piazza
dei Giudici dove si svolgevano gare di ballo e dove venivano cantati
i versi satirici che andavano sotto il nome di "cicuzze". Tutta la
popolazione indossava il tradizionale costume del "Domino"; solo da
pochi anni questa tradizione è stata in parte soppiantata dalla
costituzione dei gruppi mascherati, e dal conseguente uso di
mascherarsi ricorrendo ai soggetti più diversi.
(Documento storico a firma di Alfredo Porpora - tratto da sito
capuano
Cittadicapua.it)
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