|
Sono
trascorsi venti anni dalla sua morte, ma il ricordo di Don Umberto
D’Aquino è ancora vivo nel cuore dei capuani.
Ne
abbiamo avuto conferma l’altra sera, invitati dal presidente della
Pro Loco, Tullio Del Pozzo, a condurre una manifestazione tutta
dedicata all’amato sacerdote morto a Capua il 16 agosto del 1982.
Ricordando
Don Umberto. Questo il titolo dell’evento, promosso ed organizzato
dalla Pro Loco, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.
L’iniziativa
è stata favorita dalla partecipazione di un nutrito e qualificato
uditorio, composto da semplici cittadini, amici, parenti ed autorità,
tutti riuniti per parlare di Don Umberto: aneddoti, ricordi,
riflessioni, approfondimenti.
Con
il presidente della Pro Loco, al tavolo della presidenza, nella
semplice ma significativa sala Baccarini del Seminario Campano, c’erà
l’Arcivescovo Bruno Schettino,che ha parlato a lungo della figura
del sacerdote, ma del ruolo della chiesa nel contesto sociale di
una città quale Capua; l’Ingegnere Vittorio Sortini, capo
scout ed amico fraterno di Don Umberto, Michele Dedicato,
segretario del concorso, e poi il sindaco Sandro Pasca, che è
intervenuto per ricordare brevente il sacerdote, ma soprattutto per
rilevare ancora una volta la necessità di sollecitare la
partecipazione dei cittadini agli eventi locali. Nel corso della
manifestazione, sono stati assegnate le borse di studio agli studenti
delle scuole superiori della città, che hanno partecipato alla
redazione di un testo dedicato alla figura ed alle opera di Don
Umberto. La commissione giudicatrice era composta dal Prof. Giulio
Cosco, dal Prof. Antonio Martone, dalla professoressa Anna Maria
Mirra.
Ed
il lavoro di verifica non è stato certamente semplice; alla fine, due
ex equo: Michele Dell’Aquila e Franco Simone. Mensione speciale per
Miriam D’Ovidio. Riconoscimenti e targhe, poi, per tutti i
partecipanti. Toccante è stato l’intervento del Prof. Gianni
Grimaldi, fratello di Don Umberto, che ha tracciato un breve profilo
dell’uomo - sacerdote, concludendo poi con una frase proprio di don
Umberto:”Vi voglio un gran bene e non vi cambierei con nessuna altra
cosa al mondo !”.
Don
Umberto D’Aquino era nato a Capua, in via Camillo Pellegrino, il 21
maggio 1923. Sin da piccolo aveva dimostrato una costante vocazione
alla vita sacerdotale, tant’è che ad 11 anni entra in Seminario. Il
ricordo del sacerdote predicatore, come detto, è sempre vivo nel
cuore dei capuani, attaccati più che mai alle tradizioni volute dal
bravo prete. La devozione Mariana, concretizzata con la processione
dell’Immacolata; la celebrazione della Santa Messa del primo venerdì
del mese e tante iniziative hanno reso sempre più saldo il legame di
Don Umberto con i propri concittadini. Don Umberto era fiero della sua
capuanità. Amana Capua, i cittadini, sapeva ascoltare,
immedesimarsi, trovare sempre parole di conforto.
Significativa
la sua frase: “E’ difficile calarsi nei panni degli altri, ma è
importante farlo”. Il 14 luglio 1946, Don Umberto viene ordinato
sacerdote; il 9 settembre 1957 è rettore del Seminario capuano;
assistente scout, Arcidiacono del Capitolo Cattedrale, cappellano
dell’ospedale, docente della media “Ettore Fieramosca” prima e
del magistrale “Pizzi” poi. Ma la figura e l’opera di don
Umberto restano indefinite e vuote se le si vogliono ridurre ad una
sterile elencazione di piccole o
grandi iniziative sociali e religiose: non è qui il suo fascino, il
suo segreto. E’, invece, nella pienezza e nell’amore con cui ha
vissuto quel “mistero del prete”.
Con
Don Umberto sembra essere sparito un personaggio importante della
antica poesia di Capua. Ce ne saranno più esperti di lui, ma come amò
ed interpretò la capuanità Don Umberto non lo fece nessuno !. |