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Una guida per i giovani

Prezioso lavoro editoriale del preside Giovanni Di Cicco.Il 10 settembre scorso, anche la nostra città, nonostante le difficoltà ancora patite da alcuni istituti, ha riaperto le proprie sedi scolastiche.Che emozione ! Per bambini, studenti, ma diciamolo con franchezza, anche per noi genitori.L’occasione, ha focalizzato l’attenzione su di un libro pubblicato dall’apprezzato preside Giovanni Di Cicco, di cui, invero conosciamo molto per l’esperienza politica, ma poco –ahinoi- dell’attività di educatore e docente.Ma il lavoro che ci apprestiamo a presentare, senza dubbio apre una considerazione diversa rispetto a quanto maturato nel rapporto interpersonale con il politico.Il preside Di Cicco ha saputo raccogliere, in un certo qual modo, non solo una guida attenta ed oculata per i genitori sulle abitudini dei nostri figli, quanto ha evidenziato un modus operandi del nostro essere consumatori e divulgatori della cultura culinaria mediterranea e non solo, vieppiù, un modo intelligente per porsi nella migliore condizione di educare i nostri giovani al rapporto con il sesso.Un linguaggio non semplice, per essere sinceri, un linguaggio sempre più complesso e pragmatico a cui si racchiudono i nostri giovani, abituati – evidentemente – a movimentate esaltazioni multimediali offerte dalle play station o al contraddittorio rapporto con i geniali strumenti telematici.“Bacco, tabacco e Venere” è questo il titolo del volume, pubblicato per le edizioni “Luciano editore” e che si presenta in una elegante veste tipografica, insomma, un manuale di informazione sessuologia e dei rischi connessi all’uso di alcol, tabacco e sostanze stupefacenti.Ed in tal senso apprezziamo – e non poco – il professor Gaetano Martucci, già Provveditore agli studi di Palermo, che nella presentazioni evidenzia gli aspetti più critici nell’adolescente, il quale assume in modo incontrollato informazioni, suggerimenti e conoscenze a volte esatte, a volte distorte non solo sulla propria formazione culturale, ma anche sull’armonia psico-somatica e non ultima sessuale.Ed il Preside Di Cicco, evidentemente, anzi siamo certi, forte dell’esperienza maturata in anni ed anni di educatore e docente non ha privato i lettori di riflessioni e considerazioni indispensabili per approfondire tutto quanto coincidente con le fasi che portano alla maturità completa dei nostri giovani.E si parte dall’adolescenza, che Giovanni Di Cicco considera “come un torrente che separa il verde prato della fanciullezza dalla foresta della maturità”.L’adolescenza è sicuramente uno dei momenti più delicati per l’individuo su cui è necessario adoperarsi per approfondimenti culturali semplici e concreti, allo stesso modo di come l’autore svolge il proprio ruolo di educatore nel complesso processo di informazione alla sessualità.Tabacco e Bacco sono i due capitoli conclusivi, di non minore importanza e sui quali potrebbe essere di non poca importanza una concreta proposta di approfondimento.Per essere sinceri, abbiamo apprezzato molto il lavoro del Preside Di Cicco, un manuale (ma non vorremmo sembrare esaustivi nella riduzione etimologica del termine) in quanto ha saputo darci quelle reminescenze per cui è necessario approfondirne i contenuti e maturare una conoscenza dialettica moderna, da condividere con i nostri ragazzi.Bene ha fatto il preside Di Cicco, nell’apertura del proprio lavoro a scrivere:” Spandi germi di te perché possa germogliare forte e possente la tua essenza”.

   Luigi Di Lauro

Ettore Fieramosca eroe di Capua e Barletta

Successo per i festeggiamenti dei 500 anni della Disfida di Barletta, con la parata di stelle del Certame e del Corteo TrionfaleIl Certame del Cinquecentenario ha coronato il lungo periodo di festeggiamenti per l’importante anniversario della Disfida di Barletta, che proseguirà fino a febbraio 2004. Ricky Tognazzi, Natalia Estrada, Simona Izzo (al posto di Katya Ricciarelli), Antonio Zequila, Manrico Gammarota, Karim, e Andrea Cagliesi sono state le stelle che hanno brillato per le strade di Barletta, acclamati e affettuosamente assediati da una folla stimata di 60.000 persone, provenienti da ogni parte d’Italia e da molti Paesi stranieri.Preceduto da spettacoli di scherma antica degli Espadrones di Bratislava, di giocolieri, magiafuoco, combattenti e sbandieratori dei gruppi storici “I Fieramosca”, “La Disfida”, “I cavalieri della Disfida”, “Free Day” di Barletta e “Liv.Bo.” di Lucera, e dagli archibugieri “Consalvo da Cordova”,  il Certame è stato seguito, sulle tribune del Fossato del Castello, da 7000 spettatori, in un pomeriggio assolato, che ha smentito ‘sul campo’ le previsioni di pioggia. Non è stato smentito ‘sul campo’, invece, Ettore Fieramosca, l’eroe-simbolo dei barlettani esportato in tutto il mondo, che ha atterrato ancora una volta l’arrogante La Motte, costretto ad alzare la mano in segno di resa. Il fattore ‘sorpresa’ è venuta dal pubblico, caloroso e partecipe, che ha fischiato i francesi e incitato Fieramosca, fino all’ovazione finale, quasi non sapesse l’esito della lotta.Molte le innovazioni per lo spettacolo del Cinquecentenario, per la regìa di Francesco Gorgoglione, a cominciare dal giuramento degli italiani, quest’anno incastonato nella preziosa cornice delle mura e dei bastioni del Castello, con tanta gente assiepata nei giardini a seguire le fasi preliminari della sfida.In campo, i due comandanti si sono affrontati portando ognuno un fazzoletto, donato a La Motte da Elvira da Cordova e a Fieramosca dalla sua amata Ginevra di Monreale; il Corteo trionfale, formato da 500 figuranti, fra i quali 40 bambini, si è arricchito di scene di vita quotidiana con la sfilata dei popolani che portavano in bella mostra i prodotti della nostra terra; con duellanti, musici e danzatrici, in un misto di grazia, sangue, leggiadria e bozzetti viventi.Osannata all’unanimità Natalia Estrada, che ha ampiamente meritato il consenso del pubblico, dimostrando grande professionalità e disponibilità in ogni momento della giornata: prima si è  sottoposta al giudizio di parrucchiera, truccatrice e stuolo di ancelle varie per scegliere l’acconciatura e il trucco, poi si è lasciata guidare dalle mani della costumista per gli aggiustamenti dell’ultimo minuto, senza mai smettere di sorridere e di scherzare; appena pronta, si è concessa con naturalezza alle telecamere della trasmissione La vita in diretta di Rai Uno e, subito dopo, ai figuranti che l’attendevano nell’atrio del Castello. E ha completato il tutto per strada, fra la gente  comune: benchè fosse trasportata da una bella e comoda carrozza, era sempre in piedi a salutare, stringere mani, firmare gli autografi dei fortunati che occupavano i primi posti davanti alle transenne.Applausi e autografi anche per La Motte-Zequila, il primo interprete del comandante francese non linciato moralmente dal pubblico in strada, e coro di acclamazioni per Ettore Fieramosca-Richy Tognazzi, maestoso negli abiti del cavaliere vincitore, a cavallo di uno splendido destriero bianco, che chiudeva il corteo e poneva così il suggello all’edizione 2003 del Certame cavalleresco della Disfida di Barletta.


1300 soldati in più per la Patria

Semplice ma allo stesso tempo austera la cerimonia del giuramento presso la caserma “Salomone”Sono arrivati da molte parti della Penisola, i genitori e parenti dei volontari in ferma breve del 5° concorso interforze 2003 e dei volontari in ferma annuale del 5° e 8° blocco 2003, per assistere alla cerimonia di Giuramento svoltasi presso la Caserma “O Salomone” di Capua, dove trova dislocazione il Comando Comprensorio, guidato dal brig. gen. Marco Rossi e il 47° Reggimento Addestramento Volontari “Ferrara”, agli ordini del col. Raffaele D’Ambrosio. Persone che, con la fatica per le tante ore di viaggio e con gli occhi arrossati, hanno affollato il piazzale della Caserma per ascoltare l’urlo dei giovani militari che hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica. La commozione è poi è diventata gioia, allorquando si sono sciolte le file ed i ragazzi hanno raggiunto i propri cari consapevoli che, dopo la meritata licenza, li attenderà il difficoltoso compito di responsabilità, di servizio e di sacrificio, secondo gli alti ideali che hanno reso grande negli anni l’Esercito italiano. Quel compito ricordatogli dal brig. gen. Antonio De Vita, vice comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo e comandante delle Unità Addestrative che ha passato a rassegna i 1300 giurandi. Tra la folla, c’erano però anche tanti cittadini capuani, segno che ormai, il legame tra la città in riva al Volturno ed i Militari di stanza alla “O. Salomone”, va sempre più rinsaldandosi. Del resto, non poteva essere altrimenti, giacché Capua ha avuto gloriosi trascorsi militari e le due Amministrazioni, hanno più volte dichiarato, di voler lavorare per creare un rapporto d’osmosi tra le due realtà. Presenti nel palco delle autorità, il sindaco di Capua, Alessandro Pasca di Magliano, l’arcivescovo, mons. Bruno Schettino ed il questore, Vincenzo Roca. In apertura di cerimonia, lo schieramento dei reparti in armi ha reso onore alla Bandiera di guerra del 47° Reggimento “Ferrara”, al Gonfalone del Comune di Capua e ai Labari delle associazioni combattentistiche, d’Armi e Patriottiche, accompagnati dalle note della Fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di Caserta. Soddisfatto della giornata all’insegna della solennità militare il brig. gen. De Vita, dimostratosi persona assai cordiale e, tra l’altro, fine conoscitore della storia di Capua. “Da buon Campano – ha confessato l’ufficiale nel dopo cerimonia – mi ha interessato approfondire la storia di questa Città che si è confermata molto ospitale nei confronti della Caserma Salomone, avendo nel proprio Dna profonde radici militari. Oltretutto, possiede un patrimonio artistico-monumentale di grande levatura parte del quale, purtroppo, danneggiato dal bombardamento del 9 settembre del ‘43”. “E’ stato fatto – ha dichiarato il col. D’Ambrosio – un ottimo lavoro. Nel piazzale c’erano 1300 soldati, giunti lo scorso 1 agosto. In poco tempo, hanno acquisito un buon grado di preparazione che mi fanno ritenere soddisfatto”. “In tre anni di attività – ha proseguito il brig. gen. Marco Rossi – la Oreste Salomone, partita dal nulla è cresciuta fino a diventare parte integrante di questo territorio. Il merito è anche del sindaco Pasca che, dall’inizio, si è mostrato sensibile a lavorare per un percorso comune”. Complimenti ricambiati da parte del primo cittadino che ha aggiunto: “L’Amministrazione comunale, lavorerà per garantire strutture adeguate ai militari, soprattutto ricettive e ricreative. In questo modo, sarà completato il percorso d’integrazione con la nostra Città”.

Salvatore Ruggiero

Capua, città martire, attende il Capo dello Stato

 Sessant’anni dopo il massacro del ‘43, il ricordo commosso della cittadinanzaPiù di mille morti pianse Capua il 9 settembre del 1943, allorquando le bombe sganciate dagli aerei anglo-americani, distrussero i sogni di pace dei cittadini ignari del pericolo cui il destino atroce li avrebbe sottoposti di lì a poco. Il giorno prima, il Maresciallo Badoglio, aveva firmato l’armistizio e per molti cittadini ciò significava la fine delle ostilità. La paura, il dolore e la morte, invece, giunsero all’improvviso dal cielo, con un bilancio spaventoso: 1062 caduti ed il 70 per cento del patrimonio urbano spazzato via in pochi attimi. Attimi terribili in quella che rimane una delle pagine più nere della millenaria storia di Capua che, lo scorso 9 settembre, sono stati ricordati durante la cerimonia per il 60° anniversario dell’evento luttuoso organizzata dal comitato “Capua Città Martire”, sorto circa un anno fa dietro l’imput determinante del colonnello, Pasquale Galluccio. Commozione, ricordo e, soprattutto, speranza di una pace duratura per tutte le popolazioni, sono stati i fili conduttori del “Giorno della Memoria”, titolo della manifestazione scelto non a caso dal comitato organizzatore perché come ha dichiarato il presidente, Galluccio: “Ogni anno, raccolti intorno alle sue Forze Armate, alle varie Associazioni Combattentistiche, Culturali, Religiose ed ai rappresentanti delle Istituzioni Civiche e democratiche, Capua deve dedicare la giornata del 9 settembre ai suoi figli, caduti sotto la violenza dei bombardamenti alleati, appunto il “Giorno della Memoria”. “In esso – ha continuato l’ex vicesindaco nel suo intervento – nel commosso ricordo di tutti i caduti per l’indipendenza e l’unità della Patria, ognuno di noi deve rafforzare l’impegno ad operare contro ogni forma di disfattismo e di disgregazione del tessuto sociale, per la solidarietà e la pace, contro ogni tentativo di sopraffazione e di violenza per i grandi ideali di giustizia, di libertà e di democrazia, valori che devono restare patrimonio nobile ed inalienabile della nostra nazione”. Alla Santa Messa officiata presso la Cattedrale, è seguita poi la deposizione delle corone d’alloro al Monumento dei Caduti accompagnata dal picchetto armato del 21°Reggimento “Timavo” e dalle note della Fanfara dei Bersaglieri della “Brigata Garibaldi Caserta”. Molte le Autorità civili e militari intervenute. Oltre al Sindaco di Capua, Alessandro Pasca di Magliano, erano presenti il Senatore Emiddio Novi, il Presidente della Provincia Riccardo Ventre, il consigliere provinciale Paolo Romano, l’On. Domenico Zinzi, il Prefetto di Caserta Carlo Schilardi ed il Questore Vincenzo Roca. Tra le Autorità militari, erano presenti il ten. gen. Marco Rossi, comandante della Caserma “O. Salomone” di Capua, il col. Raffaele D’Ambrosio, comandante del 47 Rav “Ferrara” ed il neo comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Antonio Crisafi, alla sua prima uscita ufficiale. Significativa, la presenza dei Gonfaloni di molti Comuni del Casertano. Accostati a quello di Capua, autentico esempio di convivenza civile tra i popoli, c’erano quelli dei Comuni decorati con Medaglia al Valore Civile e Militari, ovvero: Mignano Montelungo, Bellona, Caserta e Sparanise. Presenti, inoltre i gonfaloni di Camigliano, Casagiove, Casapulla, Grazzanise, Mondragone, S. Ambrogio del Garigliano e S.Tammaro. Nei loro interventi, il Sindaco Pasca e il Presidente della Provincia Ventre, oltre a ricordare i martiri del ’43, hanno ricordato il valore universale della pace che deve essere costruita anche attraverso la convivenza civile dei cittadini e delle Istituzioni. Il Prefetto Schilardi, nel ricordare l’evento drammatico, ha dato appuntamento in dicembre quando, sarà conferita alla città in riva al Volturno, la Medaglia al Valore Civile probabilmente dalla stesso Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, giacché in quel periodo, è programmata una sua visita ufficiale in Terra di Lavoro. Le celebrazioni, riprenderanno il prossimo 5 ottobre quando, ad essere commemorato, sarà il giovane partigiano, Carlo Santagata, con la deposizione di una corona d’alloro e picchetto armato presso il monumento di Via S. Maria Capua Vetere. Il 5 ottobre del ’43, Santagata sprezzante del pericolo, non esitò ad affrontare le milizie tedesche con l’impiego di un solo moschetto che sarà esposto presso il Palazzo Fazio. Il sedicenne, fu ovviamente soprafatto dal nemico che lo giustiziò mediante impiccagione. Quel gesto eroico, secondo il presidente Galluccio, sessant’anni dopo deve essere degnamente ricordato in onore anche delle tante vittime cadute nelle rappresaglie di quei giorni luttuosi. “Alla cerimonia commemorativa – ha spiegato l’ufficiale - parteciperanno anche le scuole al fine di rafforzare nei giovani, attraverso l’esempio dell’eroe Santagata, gli alti ideali di pace, amore della Patria e della libertà”.

 Salvatore Ruggiero    

Facciamo qualcosa per liberare il quartiere

Gli abitanti di Porta Roma vivono nel traffico enorme dell’Appia, quasi assediati nelle loro case. Via Mezz’Appia tra le più disagiateEssere residenti in via Mezz’Appia o via Appia non è cosa da poco. Durante l’estate si hanno sicuramente maggiori problemi : il traffico si intensifica notevolmente rispetto agli altri periodi dell’anno a causa delle trasferte al mare, soprattutto nei week-end. Doppie e triple file, slalom di auto, sorpassi azzardati: la patente a punti non ha risolto molto visto che l’accortezza di parecchi automobilisti consta nel ricordarsi di usare le cinture di sicurezza , e non di evitare di fare sorpassi a destra o di creare nuove file o, peggio ancora, di utilizzare l’auto come uno scooter, creando ulteriori disagi e incidenti. D’inverno la situazione non è migliore : i disagi sono sempre gli stessi e soprattutto per i residenti in via Mezz’ Appia la situazione è resa ancora più complicata da quelli che parcheggiano completamente in strada rendendo difficile perfino l’uscita da un parco privato quale Parco Verde.  “Ogni domenica è un incubo uscire da casa, – dice indignato il signor Vincenzo –.Per immettermi sull’Appia devo quasi occupare la corsia opposta ! Fra un po’ mi faranno girare nel negozio di pasta fresca che abbiamo di fronte !”. “Lo sbaglio più grande – aggiunge una residente - è stato eliminare anni fa le isole che consentivano la divisione del traffico fra l’ Appia e via Mezz’ Appia. Era molto più semplice per i veicoli incanalarsi e la sosta era vietata ! Sicuramente c’era chi contravveniva a queste regole del codice della strada e, pertanto del vivere civile, ma comunque si trattava di un episodio isolato, quasi non ce ne rendevamo conto ! Inoltre queste isole di traffico non permettevano la formazione di tre file perché lo spazio era ovviamente più limitato e anche l’iniziativa dei pirati della strada era sicuramente più controllata”.“Qui ormai si considera  tranquillamente quella che è una strada secondaria come un parcheggio libero – dice Giuseppe – e se proprio non è possibile la restituzione delle isole spartitraffico, almeno si dovrebbe ricorrere costantemente ai vigili urbani affinché  siano presenti negli orari più “ fastidiosi ”, con maggiori contravvenzioni. Sinceramente però non capisco perché fra tante rotonde di cui spesso ancora si ignora il significato da parte degli automobilisti più impazienti e indisciplinati , non si pensi anche ad un rimedio per via Mezz’Appia o semplicemente non si ritorni al precedente stato di cose”.“Il divieto di sosta non dovrebbe riguardare solo via Mezz’Appia, il problema non è solo della zona antistante Parco Verde, ma si estende dalla Chiesa di S. Giuseppe al bivio dei due ponti – sostiene Angela - . L’installazione dell’apposita segnaletica per chi è abituato a infrangere le norme del codice stradale è inutile ; abbiamo bisogno di un controllo a tappeto da parte di vigili e polizia stradale e di maggiore severità, ci sono troppi spavaldi in giro , ormai è impossibile anche camminare a piedi…Un tempo pedoni e velocipedi erano privilegiati, ora quasi non li vedono !Ci auguriamo vivamente che la situazioni migliori e che oltre a regolare gli incroci con rotonde vengano ricostruiti gli spartitraffico”. Sembra, a quanto ci risulta, che interventi “risolutori” da parte dell’amministrazione comunale siano in programma anche per Via Mezz’Appia. Sarebbe però il caso di accorciare i tempi, considerato il grave stato di disagio e la viabilità insopportabile.

                                                                                                 Maria De Sipio

Monumenti, un patrimonio da preservare

Una città sotto assedio di malintenzionati senza rispetto per i numerosi  tesori d’arte. Per un turismo reale occorre cambiare tendenzaAncora una volta Capua si è dimostrata una città fragile e impreparata alla difesa del suo prezioso centro storico che tanti ci invidiano, ma che non siamo capaci di preservare. Di recente è scomparsa una splendida bifora, ma in altre nefaste occasioni abbiamo dovuto dire addio a capitelli, fregi, statue, colonne, che erano parte integrante dalla nostra vita in quanto inseriti nel tessuto urbano.È senza ombra di dubbio scandaloso che, in una città come la nostra, strutture e beni di valore storico-artistico ed archeologico vengano lasciati privi di tutela e sottoposti ad un degrado continuo ed inarrestabile, esposti a deturpazioni, furti e usi impropri.Altro che “città d’arte e di studi”, come un ormai noto spot cartellonistico recita all’ingresso del nostro territorio comunale. In questa città la maggior parte di chi la vive non reca con sé una benché minima briciola di sensibilità verso l’arte, la cultura e la storia secolare che le sue pietre emanano. È indubbio oramai che Capua possiede un grosso potenziale turistico ma che tuttavia viene sottosfruttato, in quanto ogni iniziativa intrapresa è orientata sempre al breve  e all’immediato guadagno. Ci chiediamo, inoltre, che senso ha organizzare manifestazioni ed eventi culturali ed attrattivi quando poi il nostro centro storico, per molteplici ragioni, risulta impresentabile e disorganizzato ad accogliere i tanto invocati turisti?E non è necessario addentrarsi tra le stradine ed i vicoli più nascosti del tessuto urbano per scoprire che le cose non vanno. Basterebbe dare un occhiata allo scempio perpetrato ed all’abbandono in cui versa ormai da anni l’ex Convento dell’Annunziata con il suo bel chiostro, a pochi passi da Piazza dei Giudici. Cementificato anni addietro il giardino, quando invece, forse con una spesa inferiore, poteva essere bonificato e trasformato in un piccolo ritrovo pubblico, togliendolo dalle mire dei tossicodipendenti che da tempo affollano il palazzo facendone luogo di ritrovo, rappresenta solo la punta di un iceberg. E cosa dire del muro stuccato che separa il primo atrio (quello dov’è l’entrata dell’Associazione Reduci e Combattenti) dal giardino minore, proprio al di sotto degli uffici comunali dell’Anagrafe. L’intervento di restauro intrapreso e mai terminato non ha portato a null’altro che alla rimozione di tutti gli stucchi ottocenteschi e all’apposizione di uno strato di intonaco che da più di dieci anni rimane ancora allo stato grezzo, contribuendo a deturpare l’immagine di un luogo che altrimenti sarebbe a dir poco incantevole.Questo naturalmente vuole essere un articolo di protesta, di malcontento verso una mentalità  gretta che comunque è pervasiva e radicata in buona parte della cittadinanza. E’ l’ora di dare una svolta decisiva all’immagine di questa città, puntando sulle iniziative davvero utili e di certo futuro.

 

Walter Marino

Una guida per i giovani

Prezioso lavoro editoriale del preside Giovanni Di CiccoIl 10 settembre scorso, anche la nostra città, nonostante le difficoltà ancora patite da alcuni istituti, ha riaperto le proprie sedi scolastiche.Che emozione ! Per bambini, studenti, ma diciamolo con franchezza, anche per noi genitori.L’occasione, ha focalizzato l’attenzione su di un libro pubblicato dall’apprezzato preside Giovanni Di Cicco, di cui, invero conosciamo molto per l’esperienza politica, ma poco –ahinoi- dell’attività di educatore e docente.Ma il lavoro che ci apprestiamo a presentare, senza dubbio apre una considerazione diversa rispetto a quanto maturato nel rapporto interpersonale con il politico.Il preside Di Cicco ha saputo raccogliere, in un certo qual modo, non solo una guida attenta ed oculata per i genitori sulle abitudini dei nostri figli, quanto ha evidenziato un modus operandi del nostro essere consumatori e divulgatori della cultura culinaria mediterranea e non solo, vieppiù, un modo intelligente per porsi nella migliore condizione di educare i nostri giovani al rapporto con il sesso.Un linguaggio non semplice, per essere sinceri, un linguaggio sempre più complesso e pragmatico a cui si racchiudono i nostri giovani, abituati – evidentemente – a movimentate esaltazioni multimediali offerte dalle play station o al contraddittorio rapporto con i geniali strumenti telematici.“Bacco, tabacco e Venere” è questo il titolo del volume, pubblicato per le edizioni “Luciano editore” e che si presenta in una elegante veste tipografica, insomma, un manuale di informazione sessuologia e dei rischi connessi all’uso di alcol, tabacco e sostanze stupefacenti.Ed in tal senso apprezziamo – e non poco – il professor Gaetano Martucci, già Provveditore agli studi di Palermo, che nella presentazioni evidenzia gli aspetti più critici nell’adolescente, il quale assume in modo incontrollato informazioni, suggerimenti e conoscenze a volte esatte, a volte distorte non solo sulla propria formazione culturale, ma anche sull’armonia psico-somatica e non ultima sessuale.Ed il Preside Di Cicco, evidentemente, anzi siamo certi, forte dell’esperienza maturata in anni ed anni di educatore e docente non ha privato i lettori di riflessioni e considerazioni indispensabili per approfondire tutto quanto coincidente con le fasi che portano alla maturità completa dei nostri giovani.E si parte dall’adolescenza, che Giovanni Di Cicco considera “come un torrente che separa il verde prato della fanciullezza dalla foresta della maturità”.L’adolescenza è sicuramente uno dei momenti più delicati per l’individuo su cui è necessario adoperarsi per approfondimenti culturali semplici e concreti, allo stesso modo di come l’autore svolge il proprio ruolo di educatore nel complesso processo di informazione alla sessualità.Tabacco e Bacco sono i due capitoli conclusivi, di non minore importanza e sui quali potrebbe essere di non poca importanza una concreta proposta di approfondimento.Per essere sinceri, abbiamo apprezzato molto il lavoro del Preside Di Cicco, un manuale (ma non vorremmo sembrare esaustivi nella riduzione etimologica del termine) in quanto ha saputo darci quelle reminescenze per cui è necessario approfondirne i contenuti e maturare una conoscenza dialettica moderna, da condividere con i nostri ragazzi.Bene ha fatto il preside Di Cicco, nell’apertura del proprio lavoro a scrivere:” Spandi germi di te perché possa germogliare forte e possente la tua essenza”.

          Luigi Di Lauro

Sarà un altro anno di strade allagate?

Pur standoci leggi che impongono la pervietà delle griglie fognarie, è d’obbligo disattenderle Quest’anno, un’estate torrida ha stretto in una morsa rovente l’intero Paese, provocando non pochi disagi all’ambiente e alle persone. E dopo questi tre mesi di sofferenza, con l’avvento della stagione autunnale e ancor di più, con quella invernale, si potrebbero vivere altri tipi di disagi. Di certo, l’improvviso innalzamento delle alte temperature potrà, come del resto è già accaduto nei giorni scorsi nelle regioni del centro-nord, ma anche in Sicilia, generare fenomeni atmosferici violenti. Temporali continui, straripamenti ed allagamenti di strade, non sono più, purtroppo, episodi occasionali. Questo, anche nella nostra città, è avvertito tant’è che, il nostro fiume Volturno, tende ad ingrossarsi e, alcune volte ad esondare, non appena cadono piogge più copiose. E’ ancora fresco il ricordo dell’anno scorso quando, per alcuni giorni, il corso d’acqua superò di gran lunga i livelli di guardia, allertando la protezione civile ed il corpo della polizia municipale. Ci si chiede, allora, se si stanno prendendo le dovute precauzioni visto che, se si presenterà questo problema, non si potrà certo risolvere all’ultimo momento. Per quanto concerne l’allagamento delle strade, questo è un inconveniente che accade spesso ed è dovuto alla mancata pulizia delle griglie dei tombini e agli accessi delle fognature. L’episodio più recente, risale ai primi giorni di settembre quando, a causa di un forte temporale, al sottopasso di Via S. Maria la Fossa si è formata una vera piscina olimpionica. Sul luogo, intervenne una ditta specializzata che provvide alla messa in funzione di alcune pompe per far scendere il livello dell’acqua cresciuto in modo repentino. L’operazione, richiese molte ore di lavoro con i conseguenti disagi per gli utenti della strada. Basterebbe poco per provvedere alla pulizia delle griglie per evitare disagi di questo tipo. Forse però il fatto che, l’estate 2003, passerà alla storia come una delle meno piovose, ha contribuito alla dimenticanza. E’ il caso, invece, che gli uffici competenti che si avvalgono di una mano d’opera numericamente nutrita, provvedano all’operazione di pulizia  repentinamente. Non è meglio intervenire in tempo, senza aspettare quando si è con l’acqua alla gola?

Tiziana Mauro  

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