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CENTRO
STORICO: UN CITTADINO RILEVA LA DIFFICOLTA' PER I PEDONI DI
PASSEGGIARE E RIPROPONE LA CHIUSURA ALLE AUTO. LA NOSTRA OPINIONE
Oggetto:
"Il passeggio a
Capua durante le feste natalizie"
(25 Dicembre
2009)
Cara
Redazione,
questa
che
vi
scrivo,
purtroppo,
non
è la
classica
missiva
natalizia
fatta
di
auguri
e
buoni
auspici.
Al
contrario
vuole
essere
un'accusa
nei
confronti
di
quanti
(politici
e
commercianti
in
primis)
sono
i
responsabili
di
quello
girone
dantesco
che
è
diventato
il
centro
di
Capua
in
questi
giorni
di
festa.
In
questo
periodo
che
dovrebbe
essere
dedicato
al
relax,
al
passeggio
e
allo
shopping
natalizio
cosa
si
decide
di
fare?
Autorizzare
il
traffico
e il
parcheggio
selvaggio
nel
centro
storico
a
qualsiasi
ora
della
giornata!
Immagino
che
tutti
quelli
che
stanno
leggendo
questa
mia
missiva
avranno
provato
sulla
loro
pelle
cosa
significa
uscire
per
fare
una
passeggiata
e
trovarsi
tra
i
fumi
degli
scarichi
delle
auto,
tra
il
rumore
assordante
dei
clacson
e
impossibilitati
ad
andare
avanti
o
indietro,
nemmeno
fossimo
sulla
5th
avenue
a
Manhattan.
Purtroppo
questo
problema
è
presente
anche
nei
normali
fine
settimana
durante
l'anno
a
dimostrazione
di
una
vera
e
propria
involuzione
civica.
Si
dice
che
la
decisione
di
tenere
sempre
aperto
il
centro
storico
sia
legata
a
due
elementi:
1)
la
mancanza
di
aree
di
parcheggio;
2)
la
pressione
esercitata
da
una
lobby
costituita
da
alcuni
commercianti.
Relativamente
al
punto
"1",
fermo
restando
la
grave
responsabilità
di
chi
ci
governa
nel
non
essere
ancora
riusciti
a
chiudere
il
cantiere
del
parcheggio
sotterraneo
adiacente
al
centro,
mi
chiedo
come
mai
il
cittadino
capuano
non
sia
disposto
a
parcheggiare
a
100/200
mt
dal
corso
Appio
dove
troverebbe
posto
senza
grossi
problemi.
In
merito
al
punto
"2",
credo
sia
diritto
di
tutti
noi
cittadini
sapere
chi
sono
questi
commercianti
che
credono
di
poter
decidere
per
la
cittadinanza
intera
le
modalità
di
gestione
dell'unico
luogo
di
Capua
che
ha
una
valenza
storico/turistica.
Vorrei
anche
sapere
su
quali
basi
statistico/economiche
possono
dimostrarci
che
il
commercio
nel
centro
di
Capua
gira
solo
se
le
persone
hanno
la
possibilità
di
parcheggiare
a
due
passi
dal
negozio
che
interessa.
Per
il
mio
lavoro
mi
capita
di
girare
parecchio
e
non
mi è
mai
capitato
di
vedere
quello
che
vedo
qui.
Un
caro
saluto
Gianluca
Costanzi
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LA RISPOSTA DI VINCENZO PATERNUOSTO (CAPUAONLINE)
Oggetto:
"Il passeggio a Capua
durante le feste natalizie"
(26
Dicembre
2009)
Caro
Signor Costanzi, Lei
ha perfettamente ragione. Sono trascorsi diversi anni, ormai, da
quando abbiamo manifestato per la prima volta l'idea di realizzare
un'isola pedonale permanente nel centro storico di Capua. Abbiamo
anche spiegato, a più riprese, la falsità dell'idea, ancora
evidentemente sostenuta da alcuni commercianti capuani, che una tale
misura potrebbe incidere negativamente sulle loro vendite.
Noi, invece, come
Lei, siamo dell'idea che un passeggio pedonale tranquillo e
spensierato potrebbe solo far bene al commercio, a patto che, a
parte ampi ed economici parcheggi nelle immediate vicinanze, si
ampli l'offerta quantitativa e qualitativa delle merci e si
pratichino prezzi competitivi.
Perché ora, ci par
di capire, che le carenze del commercio capuano vengano
psicologicamente sopperite dagli addetti ai lavori attraverso il cosiddetto acquisto "a portata di mano", là dove la circolazione dei
mezzi a motore fin nei pressi del proprio negozio diventa una
necessità per garantirsi quel poco di clientela che altrimenti
potrebbe scappare via per non tornare mai più.
Ma, come abbiamo già avuto modo di illustrare, l'irrigidimento delle
idee alla lunga porta più danni che benefici e non fa evolvere. E
siccome il mondo è in continua evoluzione, temiamo che quella che
oggi appare come una scelta inevitabile, domani potrebbe rivelarsi
un'inesorabile condanna, poiché chi avrebbe dovuto in realtà non ha
saputo cogliere i segnali del cambiamento e dell'innovazione. Ci
sembra che quei segni esplicitino chiaramente un'innovazione delle
idee, spesso rigide e preconcette del passato, e una trasformazione
del reale derivanti da una maggiore comprensione degli effetti anche
non positivi della rivoluzione industriale, dove si è cavalcato un
cavallo imbizzarrito illudendosi di poterlo domare senza colpo
ferire. Invece, e oggi se ne ha la consapevolezza, le ricadute
della tecnica
sull'uomo e sul mondo possono essere devastanti quando le scelte
importanti seguono una scala di valori sovvertita in cui al primo
posto c'è l'arricchimento e non la vita.
E' necessario,
quindi, ritrovare una sana alleanza tra l'economia e la natura che,
nel nostro caso specifico, si raggiungerebbe con: la chiusura
permanente del centro storico alla circolazione dei mezzi a motore;
la messa a disposizione di un numero di posti auto, gratuiti o a
basso costo, adeguato all'afflusso; il potenziamento dell'offerta,
sia quantitativo che qualitativo, e l'impiego di prezzi più
competitivi da parte dei commercianti. Grazie. Vincenzo
Paternuosto di Capuaonline |