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Tabella n. 2: I cognomi più diffusi.

Rendita

Farina

Giglio

Di Rosa

Valletta

Vetta

Vitale

0 - 10

1

1

3

2

-

1

10 - 50

4

6

4

4

2

5

50 - 100

1

-

-

2

5

1

100 - 500

2

1

1

 

1

1

500- 1000

-

-

-

-

-

-

1000-10000

-

-

-

-

-

-

Totali

8

8

8

8

8

8

Tot. Fam.

482.60

520,63

263.01

255.50

943,37

623,86

% totale

0,56%

0,60%

0,30%

0,29%

1,09%

0,72%

I Farina erano quasi tutti compresi nelle prime due fasce contributive, uno era nella terza fascia e due nella quarta. Tutti insieme totalizzavano una rendita di 482,60 ducati, corrispondente allo 0,56% circa della rendita totale del Comune. Tra essi vi era un benestante di Chieti, un artiere, un negoziante e un orefice. I maggiori contribuenti fra i Farina erano:

Contribuente

Professione o status

Rendita

Farina Celidonio di Chieti

Benestante

215,00

Farina Giuseppe

-

101,60

Farina Domenico

Negoziante

80,00

Anche i Giglio appartenevano quasi tutti (7 su un totale di 8) alle prime due fasce contributive. Insieme sommavano una rendita totale di 520,63 ducati, pari al 0,60% circa della rendita generale di tutto il Comune. Il maggiore contribuente era Michele, benestante di Teano; poi vi erano 2 "chianchieri" (ovvero macellai) e 1 "vidua". I maggiori proprietari fra i Giglio erano:

Contribuente

Professione o status

Rendita

Giglio Michele di Teano

Benestante

373,63

Giglio Lucrezia di Vinc.o di Genn.o

Vidua

46,00

Giglio Vin.co

Chianchiere

25,00

I di Rosa erano anch'essi piccoli proprietari, compresi quasi totalmente nelle prime fasce di contribuzione (7 su 8 nella I e II); soltanto gli eredi di Antonio, benestante, erano nella quarta fascia contributiva. Poi vi era anche un giardiniere. La rendita complessiva di tutti i di Rosa era di 263,01 ducati, pari al 0,30% della rendita totale di Capua. La loro rendita era circa la metà di quella dei Giglio. Fra essi i maggiori contribuenti erano:

Contribuente

Professione

Rendita

Rosa, di, Eredi di Ant.o

Benestante

110,27

Rosa, di, Vincenzo

-

48,07

Rosa, di, Gabriele

-

36,00

La maggior parte dei Valletta erano compresi nelle prime due fasce contributive e ve ne erano due che superavano i 50 ducati di rendita, entrando a far parte del terzo intervallo di contribuzio-ne. Tra essi vi erano: 1 giardiniera e 1 venditore. Sommando tutte le loro rendite essi totalizzavano 255,50 ducati, equivalenti allo 0,29% di tutta la rendita comunale. I più tassati fra i Valletta erano:

Contribuente

Professione o status

Rendita

Valletta Giuseppe di Domenico

-

85,00

Valletta Chiara

Giardiniera

54,00

Valletta Angelo

-

46,00

I Vetta invece erano per lo più medi proprietari; infatti soltanto 2 di essi appartenevano alla seconda fascia di contribuzione e i restanti 6 proprietari erano compresi nella terza e nella quarta fascia contributiva. La loro rendita complessiva ammontava a 943,37, pari all'1,09% della rendita di tutto il Comune capuano. Tra essi vi erano 1 benestante e 1 canonico. I maggiori proprietari fra i Vetta erano:

Contribuente

Professione

Rendita

Vetta Francesco

Benestante

397,87

Vetta Giacomina

-

92,25

Vetta Felice

-

92,25

I Vitale erano piccoli proprietari, appartenenti anch'essi per la maggior parte alle prime due fasce contributive (6 su 8 alla I e II fascia) e 2 alle medie fasce di contribuzione. Essi erano tutti di Napoli, tranne Lorenzo, probabilmente un benestante, che era di Orta. Uno dei Vitale esercitava il mestiere del "basolaro". Sommando le loro rendite imponibili si otteneva un totale di 623,86 ducati, equivalenti a circa lo 0,72% della rendita comunale di Capua. Essi dopo i Vetta avevano la rendita più alta tra le famiglie esaminate. I maggiori contribuenti fra i Vitale erano:

Contribuente

Professione

Rendita

Vitale Lorenzo d'Orta

 

354,57

Vitale Liborio di Napoli

 

78,55

Vitale Eredi di Pasquale di Napoli

 

44,25

I primi venti contribuenti del Comune

Se si sommavano le rendite dei primi venti contribuenti del Comune di Capua si otteneva un imponibile totale di 34104,83 ducati, equivalenti al 39,40% circa della rendita imponibile totale del Comune. Quindi nelle mani di 20 proprietari era concentrato quasi il 40% di tutta la rendita comunale.
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