Protezione Civile SOS ONLUS Capua

STORIA DEL SODALIZIO

L’associazione Radiosoccorso SOS nasce a Capua nel 1988 per volontà di un nutrito gruppo di radioamatori, tra cui Di Rauso Giuseppe , Napolitano Umberto, Picciano Giovanni, Giordani Vittorio, Di Massimo Dante ed altri che già avevano prestato la loro opera in occasione del terremoto del 1980 in Irpinia, quando, non esistendo ancora  una rete di telefonia mobile, le comunicazioni furono rese possibili dalla fitta interconnessione di ponti radio che consentirono alle attività di soccorso di essere dislocate nelle  aree più isolate della provincia avellinese.

Ottenuta immediatamente la necessaria iscrizione ai ruoli del volontariato di Protezione Civile da parte della Prefettura di Caserta e presso il Ministero dell’Interno, il giovane sodalizio riscosse subito consensi ed apprezzamenti sia presso le istituzioni che presso la popolazione civile, connotandosi per l’attività di prevenzione, previsione e soccorso che i volontari, che allora vestivano una vistosa tuta arancione, riuscivano ad assicurare sia in ausilio alla Polizia Municipale della città, in occasione di manifestazioni pubbliche, sia nei compiti istituzionali nei meno felici episodi calamitosi e nelle emergenze locali. Proprio in quegli anni i volontari capuani furono impegnati nelle emergenze che derivarono alla città ed alla Prefettura di Caserta per l’accoglienza di oltre cinquemila albanesi che si resero protagonisti del primo storico “sbarco” in Italia, attraccando con una carretta del mare stracolma di disperati sulle coste pugliesi. I volontari di SOS furono impegnati, con i volontari di Caserta e di Parete, presso il centro di accoglienza del Campo Profughi capuano ove fu montata una fitta ed attrezzata tendopoli e dove la Protezione Civile diede prova di efficienza, gestendo in maniera impeccabile la difficile emergenza.

L’azione dei volontari capuani, tutti allora giovanissimi e guidati da alcuni “vecchi” radioamatori, si rese più incisiva a partire dal 1992, con la memorabile visita pastorale di Giovanni Paolo II a Capua. In quell’occasione i volontari riuscirono a dotarsi di due automezzi dismessi dai Carabinieri, un pulmino 850 ed una Campagnola. Con questi primi automezzi  e con una iniziale dotazione strumentale di fortuna i volontari fronteggiarono alcune emergenze calamitose gravi come la tromba d’aria che si abbattè su S. Angelo in Formis alla metà degli anni ’90 e le varie campagne antincendio che videro “promossi” i volontari di SOS come Squadra Comunale Antincendio Boschivo.

La grande opportunità di sviluppo ed il definitivo decollo del sodalizio furono impressi da un Consiglio di Amministrazione tutto nuovo, presieduto dal prof. Antonio Sapio, che era entrato nel sodalizio nel 1992, dopo una lunga militanza nel disciolto Nucleo Comunale di Protezione Civile, nato all’indomani del Terremoto del 1980 e coordinato da Andrea Iocco. A Sapio si affiancarono il giovane Antonio Pellegrino, i “veterani” fondatori Napolitano Umberto e Picciano Giovanni, Giuseppe Marino ed altri sodali che riuscirono, con sacrificio anche economico, ad imprimere la svolta decisiva all’organizzazione. I volontari riuscirono ad acquistare altre attrezzature, dotandosi di veicoli fuoristrada più potenti ed efficienti ed ottenendo l’iscrizione al Registro Regionale del Volontariato redatto dalla Giunta regionale della Campania ed al Dipartimento della Protezione Civile di Roma. Scelsero una nuova divisa, che risponde ai requisiti richiesti dalla normativa antinfortunistica, ed adottarono come colori sociali il blu ed il giallo, che sono, poi, gli stessi colori che il Dipartimento adotta e consiglia per i volontari di Protezione Civile. L’amministrazione Sapio riuscì ad ottenere finanziamenti dal Ministero dell’Interno ed a sottoscrivere una convenzione con il Comune di Capua che affidò, in questo modo, la gestione dei servizi operativi di protezione civile  al sodalizio.

Alluvioni, trombe d’aria, terremoti, inondazioni, precipitazioni atmosferiche intense, soccorso ad automobilisti, prevenzione e previsione in occasione di esodi festivi, controllo del territorio e dell’ambiente, segnalazione di situazioni di pericolo, lotta agli incendi boschivi, collaborazione con le forze destinate alla tutela della pubblica incolumità nei grandi eventi, sono soltanto alcuni degli aspetti che vedono impegnati i volontari del Radiosoccorso, accanto all’opera di informazione e formazione che volontari opportunamente preparati, svolgono in favore di scolaresche e della popolazione civile. Le grandi opportunità addestrative che vedono impegnati i volontari con i Vigili del Fuoco di Caserta, con i Carabinieri del X° battaglione motorizzato della Regione Campania, con l’assessorato competente della Provincia di Caserta e con la Scuola Regionale di Protezione Civile della Campania, con il coordinamento provinciale della Prefettura di Caserta e del Dipartimento romano la dicono lunga sul grado di preparazione tecnica raggiunto dai volontari di SOS.

Ma ormai la soluzione delle piccole emergenze locali da parte di SOS è diventata una pratica ordinaria. Con i volontari del SVG di Caserta, con il Nucleo Comunale di Parete e con il volontariato di Calvi Risorta, il Radiosoccorso SOS realizza una vecchia idea del compianto comm. Roberto Forlani, antesignano della Protezione Civile campana e cioè un coordinamento di associazioni della Provincia di Caserta, a cui i fondatori danno il nome di Colonna Mobile di Protezione Civile. Quest’organizzazione è ormai divenuta una realtà nazionale, con oltre trenta associazioni affiliate e si è distinta in operazioni anche a carattere internazionale, come la Missione Arcobaleno in Albania.

SOS partecipa con uomini e mezzi alla soluzione di crisi a carattere provinciale, regionale e nazionale come le emergenze alluvionali a Napoli, in Piemonte, in Calabria, in Molise distinguendosi per professionalità, competenze e condivisione tanto da meritare l’encomio solenne da parte del Ministro dell’Interno e di varie amministrazioni regionali che conferiscono attestati di stima ai volontari capuani.

Ad oggi, il manipolo dei dieci volontari che nel 1988 fondò il sodalizio, è diventato una piccola task force, con settanta persone pronte a sostenere l’idea della Protezione Civile con convinzione e dedizione. Dal piccolo glorioso furgoncino 850 e dalle poche pale in dotazione, il parco macchine si è dotato di nuovi automezzi, tutti fuoristrada e di autocarri destinati alla lotta agli incendi boschivi ed al trasporto di volontari ed attrezzature sempre più efficienti e preziose a fronteggiare ogni tipo di emergenza.

Tutti i volontari sono formati costantemente ed addestrati con scrupolo ed efficienza, mentre i quadri dirigenti seguono corsi di formazione ed approfondimento sempre più puntuali e mirati a cura del Dipartimento e della Regione. L’attività in seno alla Colonna Mobile si fa sempre più incisiva ed ai volontari capuani viene riconosciuto il difficile compito di coordinare l’attività delle associazioni provinciali nell’ambito della difesa e della tutela del patrimonio artistico ed architettonico di Terra di Lavoro.

Ma i disegni del Radiosoccorso non possono esaurirsi a quelli già delineati e configurati. I volontari capuani stanno allestendo nuovi nuclei operativi accanto a quelli già ampiamente collaudati. Ciò al fine di dotarsi di quelle risorse, umane e strumentali, atte a soddisfare i bisogni della cittadinanza e del pubblico, dai più semplici fino ad arrivare a quelli emergenziali.

 

 

Sede: Via F. Palasciano, 20

Tel. / Fax: 0823 / 961550

Mail: valeriosapio@yahoo.it

Presidente: Prof. Antonio Sapio 368/3590813

Responsabile dei Servizi: Antonio Pellegrino 339/1821124

Segretario: Filomena Iacovella