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Esso
è situato tra la chiesa di S. Eligio ed il limitrofo palazzo di
impianto tardo seicentesco. L'Arco prospetta sulla Piazza Giudici a
mezzo di ampio fornice (sec. XV) e
soprastante loggia ad archi binati su colonne della prima metà del
Cinquecento. L'insieme individua il Varco di Via Mazzocchi, da cui
il nome dell'Arco stesso. Il passaggio dava accesso, nel gomito
della strada, ad un ampio locale (oggi occupato da una tipografia e
molto trasformato) nel quale si riconoscono le tracce del Sedile dei
Nobili, risalente al XIII secolo.
Dal Mazzocchi quest'arco
fu definito conspectissimus urbis locus e dal Mommsen
Arcus celebris a ricordo del luogo in cui, nel Cinquecento, e
fin dal 1514, venivano esposte al pubblico i reperti archeologici
della città e del Territorio della Terra di Lavoro. Infatti,
si ritiene che la loggia, ripristinata nel secolo scorso, avesse un
tempo una profondità maggiore di quella del modesto terrazzino
attuale, proprio per tali scopi. |