E-mail | Scrivi alla Redazione | Chat | Meteo | Edicola | Pubblicità su Capuaonline |

                                            


 

Iscriviti alla MailingList di Capuaonline!

 

Iscriviti Cancellati
 
 

MENU' 

Home Page
Chi cerca trova
Numeri utili
Eventi & manifestazioni
Meteo
Chat
La parola al cittadino
Forum
Un occhio sul mondo
Edicola & borsa
Farmacie e medicina
Pubblicita'
Autori
Il Castello di Carlo V

Per le valenze architettoniche e urbanistiche il forte di Capua, detto di Carlo V in quanto ne promosse la costruzione, costituisce un notevole episodio di architettura militare dell'età viceregnale spagnola (1507-1707). Il Castello fu costruito su progetto redatto nel 1542 dall'Architetto Gian Giacomo dell'Acaya (Napoli 1500 ca.,Lec-ce 1570) barone di Segine, sotto il diretto dell'ingegnere capuano Ambrogio Attendolo. Il forte, con le sue geometriche e regolari masse murarie, si eleva maestoso accanto alla riva sinistra del Volturno che, con un'ampia ansa del suo tortuoso percorso, limita buona parte del perimetro della città storica la quale , verso il territorio agricolo, è difesa inoltre da una complessa cinta muraria munitadi bastioni che rimanda alla mente gli analoghi insediamenti urbani di Ascoli Piceno e Verona. Nel luogo detto "la portella", il forte occupa una posizione strategica. Da esso , infatti, si potevano tenere sotto tiro dei cannoni i due accessi principali alla città: ad occidente la porta delle torri o Porta Roma - prossima al Ponte Romano sul Volturno - e, ad oriente, con ampio fossato antistante Porta Napoli . Le due porte si trovano sui limiti opposti della strada che attraversa la città : l'antica via Appia. Oggi il castello è situato all'interno dello "Stabilimento Militare Pirotecnico" di Capua che è una fabbrica di cartucce e di altri materiali bellici. L'ingresso di tale stabilimento è sulla via Appia in prossimità del secondo ponte sul Volturno.

La costruzione del castello si lega al programmato rafforzamento difensivo territoriale perseguito dall'imperatore Carlo V al rientro in Italia dalla sua fortunata spedizione a Tunisi. Durante il lungo percorso di visita alle città italiane (1535-1536) - dalla Sicilia ai confini con la Francia con tappe a numerosi centri urbani - il sovrano, il 23 e 24 marzo del 1536, si fermò a Capua, "piccola capitale" della Terra di Lavoro che, peraltro, insieme con Cosenza e Lecce costituiva una delle tre vice capitali del Viceregno, certo la più prestigiosa. Egli, in quest'occasione, sollecitò gli amministratori locali ed il baronato ad intraprendere i lavori necessari per adeguare le fortificazioni, interne e costiere, alle nuove esigenze belliche e difensive. Di impianto quadrato, con quattro bastioni di forma pentagonale sui vertici, il forte occupa una superficie di mq 8480 circa, ivi compreso i mq 1700 del cortile centrale anch'esso di forma quadrata. I quattro bastioni presentano le pareti inclinate e, ciascuno di essi, è munito di coppie di "orecchioni" cilindrici con sovrastanti garitte semicilindriche. E' interessante notare che l'inclinazione della muratura serve a smorzare l'energia cinetica delle palle di cannone. Era infatti noto ai progettisti militari che tanto più si allontanava la traiettoria d'impatto balistico dalla normale, tanto meno la percussione risultava devastante.

All' ingresso principale del castello si accede tramite un ponte su archi e pilastri. Sul lato sinistro dell'ingresso vi era la cappella la cui funzione religiosa è documentata sino al 1856. Le fonti di archivio indicano nel dell'Acaya l'autore del disegno che fu redatto nell'ottobre 1542. I lavori di sterro per le fondazioni ebbero inizio a novembre del 1542 . Seguirono quelli murari, senza interruzioni, sotto il diretto controllo dell'ingegnere Ambrogio Attendolo. A questo ingegnere militare, attivo nel regno e nella città di Capua, per avere qui eseguito numerose opere pubbliche, alcuni studiosi hanno attribuito la paternità dell'intera opera, mentre risulta accertato che è stato un valentissimo collaboratore dell'architetto dell'Acaya ed, in parte, anche un ottimo sostituto, seppure l'ideazione generale del complesso fortificato debba essere assegnata a Gian Giacomo dell'Acaya: come si legge ripetutamente negli atti, l'Attendolo assolve alla funzione di ingegnere "deputato per lo sig. barone dell'Acaya" per tutto quanto concerne le opere di fortificazione. Durante la dominazione spagnola, il forte mantenne la sua peculiare funzione di centro ossidionale dell'intera fortificazione di Capua, ma la sua guarnigione, composta nel 1707 di 300 militari, tra soldati ed ufficiali, dovette, il 4 luglio, capitolare di fronte alle soverchianti truppe austriache che , dopo aver conquistato Capua, avanzavano vittoriose verso la capitale del regno. Il forte ha mantenuto la sua funzione di ospitare soldati ed armi durante la successiva dominazione borbonica e nella decennale parentesi di occupazione francese. Nel burrascoso periodo che seguì alla restaurazione della dinastia spagnola dei Borbone, il complesso fu destinato, dal 1848 al 1852, a prigione per condannati politici. Traslocati questi nelle isole, esso fu parzialmente ristrutturato per adeguarlo a Laboratorio Pirotecnico: il 1865 segna la data di inizio delle attività inerenti il confezionamento delle cartucce da fucile e dei cartocci per l'artiglieria. Nel 1875, la città e non più solo il castello di Carlo V, doveva costituire ancora una piazza di notevole importanza militare, dato che gli edifici utilizzati per l'acquartieramento ed il presidio erano undici e contenevano una forza complessiva di oltre 4500 soldati. Il forte di Carlo V continuava però ad essere sede del laboratorio per il confezionamento di cartucce e di altri materiali bellici. E' qui da ricordare che nel progetto di ricostruzione dei locali a laboratorio pirotecnico, rientra anche la cappella che nel 1856 fu spogliata degli arredi fissi e mobili per destinarla a sala delle macchine a vapore per gli impianti necessari alla lavorazione delle cartucce. Dal sec. XVI, e sino alla data indicata, la cappella aveva mantenuto la sua peculiare funzione religiosa.

Il 1943 segna la data del declino della fabbrica rinascimentale. I bombardamenti aerei dell'ultimo conflitto mondiale distrussero parzialmente la cortina rivolta a sud-est, quasi completamente i bastioni lanceolati rivolti verso la campagna ed arrecarono altri numerosi danni, per cui lo storico complesso presenta lacune che tuttavia non intaccano l'organica configurazione dell'insieme. I numerosi ambienti, non più utilizzati come laboratorio e deposito di materiale bellico, denunciano i segni del degrado, la perdita di una parte dell'originaria definizione muraria e dei dettagli decorativi.

 

 

 

 
 

INDICE DEI MONUMENTI

 
 
 

 
Altri Servizi
Autocertificazione
Scuola di cucina
Cinema a Capua  
Teatro a Capua 
Cabaret a Capua
Servizio E-mail
Elenco telefonico
Locali by night
Cartoline virtuali
I link preferiti  
Segnala un sito 

 

Foto Story

Raccolte fotografiche
 

Un po' di storia...

Storia & Monumenti
 

Tutti i diritti sono riservati