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Il
monastero fu edificato dall'Abate cassinese Aligerno, dopo che nel 949
i Saraceni distrussero l'altro di tal nome in Raviscanina. Era fuori
le mura delle città e a sua difesa si elevava a oriente una torre, di
cui si vedono i ruderi nell'adiacente giardino. Celebre per
l'antichità e per il fasto in cui vivevano le monache, appartenenti
tutte all'alta aristocrazia. Fu soppresso dai Francesi nel 1812 e
venne successivamente trasformato in caserma (Fieramosca).
La chiesa era annessa al cenobio che nel
XII secolo venne inserito dagli Svevi nella cinta muraria unitamente
al convento di San Benedetto. Essendo l'antica chiesa nell'interno del
convento fu rifatta nel XVII secolo. Consacrata agli inizi del 1700,
la chiesa,
un monumento insigne dell'arte barocca meridionale,
fu completata negli stucchi solo dopo la metà del secolo.
Unica chiesa capuana a cinque navate, fu
definita dal Granata "una tra le chiese più belle del Regno" per le
sue dimensioni , per la festosità degli stucchi e per l’armonia dei
volumi. La facciata presenta un ingresso curvilineo a tre fornici e la
pianta è caratterizzata da due grandi absidi laterali ed una terza
abside che conclude il profondo coro.
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