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Nato a Capua il 6 Gennaio 1856 e morto a Napoli
l’1 Giugno 1909, Giuseppe Martucci é stato un grande pianista
virtuoso, nonché un grande ed intraprendente conduttore.
Direttore del Conservatorio di Bologna prima e
di quello di Napoli poi, Martucci ricevette le sue prime lezioni
di musica dal padre, un maestro di banda, esibendosi al piano,
per la prima volta in pubblico, all’etá di otto anni con la
sorella piú piccola Teresa. Dal 1867 studió presso il
Conservatorio di Napoli, dove tra gli altri ebbe come professori
Beniamino Cesi, studente a sua volta del Thalberg, per il piano,
e Paolo Serrao per la composizione. Nel 1871 il padre lo forzó
ad interrompere gli studi per iniziare la carriera di
concertista. Martucci intraprese tale carriera riscontrando
considerevole successo e guadagnandosi gli elogi da parte sia di
Liszt che di Anton Rubinstein nel 1874.
Il 1875 fu l’anno del suo primo tour di
concerti all’estero: visitó Londra e Dublino; successivamente
si sarebbe esibito anche in Francia. Il suo repertorio, giá
degno di nota alla fine degli anni ‘70 per la sua serietá,
includeva brani di J.S. Back, Domenico Scarlatti, Schuman,
Chopin e Liszt. Nel 1880, Martucci fu nominato professore di
piano al Conservatorio di Napoli. Abbandonó cosí la vita di
viaggi e concerti per diventare, nel 1881, conduttore. Le
collaborazioni con la nuova orchestra stabile di Napoli
divennero sempre di piú, mentre i suoi concerti fecevano
preziosa propaganda soprattutto ai compositori tedeschi, che
Martucci aveva cominciato ad ammirare.
Nel 1883, Martucci commemoró la morte di
Wagner con un concerto tenutosi a Napoli. Cinque anni dopo,
condusse la prima italiana di “Tristan und Isolde” (Bologna,
2 Giugno 1888). Nel
frattempo divenne direttore del Liceo Musicale di Bologna: il
lasso di tempo in cui Martucci ricoprí tale carica (1886-1902)
fu uno dei periodi piú ricci della vita musicale bolognese. Il
repertorio concertistico di Martucci, in quel periodo, era molto
vasto e vario: includeva musiche di Brahms, cosí come di
Wagner, ma c’era posto anche per la musica britannica
contemporanea. Nel 1902 Martucci ritornó al Conservatorio di
Napoli in veste di direttore, carica che avrebbe ricoperto fino
alla morte.
Nonostante la salute stesse sempre piú
peggiorando, ed il periodo di grande fama ed impatto sul mondo
musicale italiano fosse ormai passato, il suo gusto per la
musica continuó ad espandersi: durante il suo ultimo concerto
in Napoli (Maggio 1908) condusse il “Prelude a l’apres-midi
d’un faune”, quando il nome di Debussy non era ancora
cosi’ conosciuto. Martucci fu il piu’ importante tra quei
compositori del tardo diciannovesino secolo che volsero le
spalle all’istituzione operaica per incoraggiare il risorgere
della musica strumentale italiana. Il raffinato linguaggio
musicale del Martucci é dotato di un fascino delicato e sobria
nobiltá. I suoi quintetti per piano, Op.45, ed ancor piú la
suonata per violoncello ed i due trii per piano sono lavori di
alto livello. Sebbene brevi, i suoi pezzi per orchestra sono
importanti, ed il ciclo di canzoni “La canzone dei Ricordi”
é stato un punto di riferimento. I suoi due concerti per piano
e le due sinfonie sono eccellenti. Martucci scrisse anche molta
musica “virtuosa” per piano, nonché altri pezzi da camera.
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