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E'
stato fondato nel 1992 all’interno della Cappella del Corpo di Cristo
adiacente alla Cattedrale di Capua. Per ragioni cautelative non sono
stati esposti alcuni manufatti preziosissimi come le coperte dell’Evangelario
di Alfano, l’Exulter, rotolo membranaceo, e la rosa d’oro (dono di
papa Benedetto XIII alla Chiesa di Capua), è invece possibile trovare
all'interno collezioni di argenti, paramenti sacri, dipinti, manufatti
lapidei e frammenti di pavimento maiolicato tutti provenienti dalla
cattedrale di Capua, oggetti di grande valore, protetti da un
sofisticato sistema di antifurto, insieme a stemmi ed iscrizioni che
ornavano, un tempo, le cappelle della cattedrale e che gli eventi
bellici del 1943 rovinarono insieme con essa.
Tutto questo rappresenta
una grande testimonianza di fede e di arte dal Tardo-antico
all'Ottocento: dai tessuti ai reliquiari, dai cristalli di rocca
intagliati di arte islamica agli argenti neoclassici, dai dipinti di
soggetto sacro alle sculture di santi, ecc.
Vanno menzionate alcune
tavole del '400-'500, tra le quali:
"La Vergine con
bambino tra S. Stefano e S. Lucia" di Antoniazzo Romano
(1435-1517).
Descrizione: su fondo
oro, operato a motivi vegetali, si scorgono le figure della Vergine,
seduta in trono e col bambino in braccio, e dei SS. Stefano, a
sinistra, e Lucia, a destra, in piedi e con in mano degli oggetti
simbolici che li contraddistinguono. L'opera era posta nella cappella
del Cardinal Caetani, un ambiente di gusto rinascimentale dove il
quadro e la sepoltura di Giordano, tuttora in loco, mostravano i
rapporti del prelato con artisti romani mentre il pavimento, in parte
esposto in questo museo, è tipicamente napoletano.
"La Madonna della
rosa" (ignoto pittore meridionale - I metà del XIV secolo).
Descrizione: Il dipinto
presenta lungo il bordo una fascia con quadrilobi che, con un arco
trilobato, incornicia la figura della Madonna, in piedi, tagliata
all'altezza delle gambe; mentre tiene nella mano sinistra una rosa
(per questo prende il nome di Vergine della rosa), con la destra
sostiene Gesù Bambino, benedicente e vestito di una lunga tunica. Fu
molto venerata a partire dal 1406, dopo un miracolo, la sua
collocazione originaria fu su un portale che collegava la chiesa ad un
cortile laterale. L'opera è di grande interesse per l'evidenza di
rapporti culturali complessi, possibili in un ambiente aperto e vivace
come quello della Napoli angioina fra Due e Trecento.
"I SS. Stefano ed
Agata" (Bernardino
Cesari, Arpino 1571-Roma 1622).
Descrizione: I due Santi
protettori della città di Capua sono inginocchiati in un ambiente
aperto sul fondo da una finestra da cui si vede un paesaggio di città
che, si può identificare appunto in Capua. L'opera è di notevole
interesse e anche se difficile da attribuire in quanto si colloca più
in ambiente romano che napoletano, potrebbe essere opera di Bernardino
Cesari, artista romano che opera sullo scorcio del XVI secolo tra le
corti di Napoli e Roma.
Altre immagini riprese all'interno
del Museo Diocesano
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Informazioni utili |
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Museo Diocesano - P.zza
P. Landolfo |
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Telefono: 0823/961081 |
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L'ingresso è gratuito. |
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INDICE DEI MONUMENTI |
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