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Il
Bivach, come l’edificio venne chiamato al tempo del viceregno
austriaco, si presenta oggi con l’aspetto della sua
sistemazione classicista, eseguita probabilmente dopo il 1870,
ma il suo primo impianto risale agli anni 1608-11 ed al vicerè
conte di Lemos. Il
palazzetto è stato più volte ristrutturato nel volgere dei
secoli. L’aspetto della facciata è stato mutato almeno tre
volte in occasione dei restauri e delle diverse destinazioni
d’uso. Fu dapprima sede della Gran Guardia della città, poi
dal 1877, ufficio delle Poste e Telegrafi, ed ora, sede della
Pro Loco. Esso
sorse in luogo di una primitiva baracca, sotto forma di un
padiglione di servizio alla guardia del palazzo governativo, e
fu denominato perciò originariamente Gran Guardia. Risalenti
al progetto ottocentesco sono la statua di Carlo II, re di
Spagna e di Sicilia, issata nel 1676 ma eseguita da G.B.
Cappelli nel 1675, una lapide commemorativa della visita del
sovrano alla città ed un’altra in ricordo di Don Fernando
Faxardo, marchese di Los Velez, vicerè di Napoli (1675),
oltrechè stemmi nobiliari.
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