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Il
termine "Volturnus", poi Volturno, costituito dalla radice
Vel e dal suffisso Thur, corrisponderebbe ad un personaggio
mitologico, una divinità, precisamente il dio di tutto ciò che
scorreva con corso sinuoso. La leggenda narra che l'antica divinità
ancora sopravviva nelle acque del fiume che ne conserva il nome.
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Protome
del dio Volturno conservata nel Museo Campano di Capua |
Secondo alcuni studiosi, l’origine del nome Volturno deriverebbe
dall’etrusco, in quanto questo popolo, prima dei romani, si spinse
nella pianura del Basso Volturno e dei capuani. Il dio Volturno passò dagli etruschi ai
romani nel collegio dei flaminis (sacerdoti), addetti al culto di
particolari divinità italiche, veniva festeggiato il 27 agosto
attraverso la “Volturnalia a deo Volturno, cuius feriae tum”. Secondo l’antica mitologia il dio Volturno amò ardentemente
Galatea, figlia del monte Tifata e fu padre della ninfa Giuntura.
L’esistenza
del culto di questa antica divinità italica è testimoniata sia in un’iscrizione
latina trovata nel 1667 in S. Angelo In Formis, che da una bella testa
inghirlandata di canne fluviali, il cui volto di sfinge è assorto in
un sogno lontano, immobile nella pietra. L’originale è conservato
al
Museo
Campano di Capua.
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