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Comunicati e informazioni dal C.I.R.A  - Capua

Centro Italiano Ricerche Aerospaziali

Comunicato Stampa

RIUNIONE ONU AL CIRA DI CAPUA SULLA SICUREZZA AMBIENTALE

Dal 6 all'8 novembre il workshop di ricerca avanzata "TECNOLOGIE SPAZIALI E INFRASTRUTTURE W.M.D. PER L'APPLICAZIONE DEGLI ACCORDI MULTILATERALI IN MATERIA DI SICUREZZA AMBIENTALE (MEAs)"

L’utilizzo delle tecnologie spaziali per la salvaguardia e la sicurezza dell’ambiente. Questo il tema del convegno internazionale in corso al CIRA sotto l’egida dell’ONU. I rappresentanti dei maggiori enti scientifici internazionali preposti al monitoraggio dell’ambiente si riuniscono al CIRA di Capua per una tre giorni di lavoro dal titolo “Advanced Science and Space Technologies for Environmental Security and the implementation of international conventions”. Lo scopo dell’incontro, fortemente sostenuto dal Presidente del CIRA e dell’ASI, prof. Sergio Vetrella, è quello di fare il punto sugli attuali sistemi di monitoraggio e di controllo della terra, anche per quanto riguarda le scorie nucleari. “Il possibile utilizzo da parte di associazioni criminose di tali materiali pericolosi, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti terroristici – ha sottolineato il prof. Vetrella – ha reso ancora più urgente la necessità di riunire il mondo scientifico intorno ad un tavolo per stabilire le linee e le strategie da seguire nel comune intento di preservare la grande astronave chiamata Terra su cui l’umanità  viaggia.” Organizzatore dell’evento è l’ECPP (Environmental Crime Prevention Program) rappresentato, in Italia, dal professor Mario Scaramella, segretario generale dell’Ente e direttore del Centro di Politica Spaziale dell’Università Federico II di Napoli, il quale ha sottolineato : “La riunione, che si svolge a porte chiuse (data la delicatezza strategica degli argomenti trattati), è stata voluta dall’ONU al CIRA di Capua, a conferma dell’importanza e delle potenzialità nel campo spaziale riconosciute al Centro di ricerche italiano.” Analisi dei mezzi disponibili e ricerca tesa ad ampliare le potenzialità di cui il mondo dispone, questa la strategia da seguire a garanzia della sicurezza ambientale in una prospettiva di utilizzo sinergico di tutte le tecnologie singolarmente detenute dalle nazioni. L’Italia, in questa visione, pone a disposizione della comunità scientifica internazionale gli impianti unici al mondo esistenti al CIRA.   Tra questi, oltre alla galleria al PLASMA, (per lo studio del rientro nell’atmosfera terrestre dei velivoli spaziali utilizzati anche per la messa in orbita dei satelliti di osservazione dell’atmosfera), anche il Supercalcolatore NEC SX6 in grado di analizzare ed elaborare in tempo reale i dati raccolti dai satelliti consentendo in tal modo la possibilità di tempestivi interventi. Ulteriore utilizzo della capacità di calcolo del NEC SX6 potrà essere quello relativo alla formulazione di modelli di simulazione in grado, in un futuro prossimo venturo, di riprodurre eventi calamitosi.  Il Presidente Vetrella ha infine sottolineato l’importanza che avrà, in tale contesto, l’UAV (Unmanned Aerial Vehicle) il velivolo senza pilota dotato di sensori altamente affidabili, in fase di definizione presso il CIRA. La prossima riunione del gruppo è prevista il prossimo febbraio presso l’Università statunitense di San Josè.

Agenzia Spaziale Europea, NASA, centri Russi per la missilistica, alcune tra le più prestigiose università americane (Università della California, San Josè, Stanford, Columbia, Mit), ed europee (Greenwich, Amburgo), e l'Accademia russa delle Scienze saranno i partecipanti di questo evento, che, unico nel suo genere, è stato patrocinato dal prof. Sergio VETRELLA, Presidente dell'A.S.I. e del CIRA, e dal Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite, Saichico Kuwabara Yamamoto, responsabile dell'SBC (Segretariato della Convenzione di Basilea). Scopo dell'incontro è quello di programmare e negoziare i dettagli di missioni spaziali di ricerca al fine di supportare l'applicazione dei MEAs.

 I MEAs, traggono origine dalla Convenzione di Basilea delle Nazioni Unite, approvata il 22 marzo 1989. Questa Convenzione rappresenta, fra gli accordi multilaterali ambientali (i così detti MEAs), approvati dall'ONU, lo strumento più avanzato di cooperazione in materia di sicurezza ambientale e prevenzione del crimine organizzato antiecologico (la così detta ecomafia).

A differenza di tante normative internazionali inapplicate ed inapplicabili in quanto "soft law" (norme culturalmente rilevanti ma la cui violazione non prevede alcuna sanzione), la Convenzione di Basilea costituisce, invece, un importante parametro di riferimento per la comunità internazionale.

Gli altri accordi multilaterali, convenzioni e trattati, seguono, infatti, l'esperienza pilota dell' SBC. Gli accordi principali ONU, in materia ambientale, oltre alla convenzione di Basilea, sono la Convenzione di Vienna 1985 per la protezione dello strato di ozono, il Protocollo di Montreal 1987 sulle sostanze che minacciano lo strato di ozono, la Convenzione 1992 sulla diversità biologica, la convenzione 1992 per il controllo del cambio climatico globale, la dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo 1992, la Agenda 21 della Conferenza ONU su ambiente e sviluppo 1992, il trattato della Organizzazione Mondiale del Commercio, i trattati regionali per la cooperazione in materia ambientali etc.

Il monitoraggio ambientale globale e la applicazione dei trattati richiede sempre maggiori e sofisticati strumenti di lavoro e gli scenari geopolitici affidano all'ONU ed ai MEAs il ruolo di stabilizzatori e controllori di quegli standard di sicurezza ambientale che afferiscono, ormai, più alla sicurezza nazionale degli Stati sovrani ed alle relazioni strategiche, che alla pura ecologia. I mezzi di controllo, pertanto, si evolvono e si focalizzano su parametri sempre più avanzati. Di conseguenza, lo studio dell'alta atmosfera, l'osservazione della terra e dei mari, la individuazione di tecnologie per il disinquinamento e per il pronto intervento in caso di incidenti che coinvolgono scorie pericolose o radioattive sono diventati scenari applicativi dell'attività del Segretariato Il controllo dei rifiuti radioattivi, utilizzabili come armi di sterminio, viene pertanto affidato ai satelliti di tipo militare con risoluzione altissima; la lettura dei dati forniti dai sensori spia, viene sviluppata sui grandi computer dei centri federali collegati in parallelo, per ottenere un potenziale di simulazione numerica impensabile. I dati vengono letti da software sofisticatissimi in grado di sviluppare l'analisi contemporanea di tutti i fenomeni che interagiscono (c.d. simulazione multifisica) e questi scenari vengono validati con esperimenti che richiedono vere e proprie missioni spaziali complesse (costruzioni di sensori, posizionamento su capsule, lancio nello spazio extratmosferico, posizionamento, gestione, ricezione dati, rientro etc.).

L'utilizzo dei sottomarini russi e di missili balistici per il lancio di microsatelliti che gli americani costruiranno, la gestione di questi vettori dai centri europei, lo sviluppo di sensori e codici per studi complessi sono i temi che verranno affrontati nel corso dei lavori del workshop. Il CIRA, per le competenze specifiche nelle materie che saranno in discussione, è stato individuato come luogo ideale per ospitare il work shop. Il CIRA, inoltre, grazie al suo nuovo supercalcolatore NEC SX/6, è in grado di fornire la potenza di calcolo necessaria alla elaborazione e gestione dei dati acquisiti nel corso delle missioni.

L'organizzazione dell'evento è curata dall'ECPP (programma intergovernativo per la prevenzione del crimine e per la sicurezza ambientale, presieduto dall'Agenzia federale per l'Ambiente del Governo USA) che, su delega del programma Nazioni Unite, ha definito un calendario di incontri e di operazioni per il prossimo anno. Le riunioni fra americani, europei e russi saranno aperte anche ad osservatori dei Paesi in via di sviluppo.

SITO WEB DEL C.I.R.A. : http://www.cira.it/

Per informazioni scrivi a :  info@capuaonline.com 

 

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